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Reportage: come nasce la testa di turco

Davide Basile

In questa sezione fotografica, scoprirete il pasticcere Davide alla prese con la preparazione del dolce tipico della città di Scicli, la Testa di Turco. Un dolce a forma di turbante, ripieno di una sublime crema pasticcera.

Come nasce la leggenda della Testa di Turco?

Il popolo racconta che, in una notte di marzo del 1091 D.C., nella piana che dà sul mare di Donnalucata (borgata sciclitana), si sia combattuta l’ultima e decisiva battaglia fra Normanni, capeggiati dal Conte Ruggero, contro gli invasori Saraceni, guidati dall’Emiro Belcane.

La sorte degli sciclitani era ormai segnata e proprio quando sembrava tutto finito, ecco avvenire il miracolo dell’apparizione della Madonna dei Milici detta poi delle Milizie che, su un cavallo bianco, vestita con un corsetto rosso, un manto celeste, una corona d’oro in testa e la spada nella mano destra, viene a dar man forte ai Cristiani, scacciando via gli infedeli Saraceni.

Storia o leggenda? Probabilmente entrambe.

La “testa di turco” si presenta a forma di turbante arabo, ripiena di crema pasticcera o ricotta vaccina dolce.

La “testa di turco” viene paganamente consumata, subito dopo la fine della rievocazione teatrale annuale che si svolge l’ultimo sabato del mese di maggio, con il ruolo di trofeo ideologico, realizzato stranamente dai vinti e non dai vincitori, ovvero quegli arabi che introdussero le pratiche dolciarie nei vari periodi delle invasioni in questi territori.

La “Testa di Turco” si può quindi definire “il trofeo dei vinti”.

 


 

Davide realizza dei riccioli sulla teglia, utilizzando un sacco a poche.

 

I Riccioli lentamente prendono forma e volume durante la cottura nel forno.

 

Davide sa che la Testa di Turco è un dolce delicato per questo controlla ogni istante la cottura dei riccioli.

 

Lo scalpo della Testa di Turco viene tagliato in due parti.

Ecco i riccioli pronti per l'ultima fase: l'infarcitura.

La Testa di Turco è pronta per essere infarcita con una crema pasticcera o ricotta dolce.

 

E infine un tocco di spolverata di zucchero.